Il primo accorgimento magico per attivare l'aspetto apotropaico di un'erba è la raccolta.
Tutto nasce dal simbolo, dalla "carica" emotiva, ed energetica, che stabilisce un contatto tra noi e l'erba, pertanto la raccolta va fatta seguendo un preciso rituale, almeno nelle linee generali.
Nel mito le erbe andrebbero raccolte le notti di Luna Piena, girovagando tra i boschi, magari con una scorta di miele, latte o tabacco sfuso da lasciare in dono per contraccambiare.
Sebbene sia un'esperienza di sicuro ad impatto emotivo e magico, non sempre è possibile attuarlo, pertanto si consiglia, anche dal punto di vista erboristico, di raccogliere le erbe in mattinata, la prima mattina non appena il Sole ha asciugato la rugiada, (per garantire una minore presenza di umidità che ne pregiudicherebbe l'essiccazione).
Dal punto di vista astrologico sicuramente la raccolta nei giorni di Luna Piena (anche se effettuata di giorno) ha il suo valore perché le piante sono nella massima espressione delle loro potenzialità.
La seconda attenzione va data alla parte che si intende raccogliere: se è una radice sicuramente sarà meglio raccogliere in un giorno di Terra (ovvero nel quale la Luna passa in un segno di terra); per le sommità fiorite si attenderà un giorno d'Aria, per i frutti un giorno di Fuoco e per le foglie un giorno di Acqua (facendo attenzione però che non piova o che non vi sia umidità eccessiva). *
Il momento più magico per la raccolta delle erbe è la notte di San Giovanni (24 giugno, solstizio estivo), dove le piante sono al massimo del loro potere terapeutico.
Ma se non ci si vuole complicare la vita e si vuole avere un rapporto semplice con le proprie erbe basta attenersi alle seguenti regole:
- Raccogliere in un giorno asciutto di prima mattina.
- Salutare e ringraziare la pianta per il dono che sta per farci.
- Ringraziare dopo la raccolta donando in cambio qualcosa: miele, tabacco, latte, una benedizione o una preghiera.
Dipende dalle tradizioni ma anche dal vostro animo, le erbe percepiscono comunque.
L'importante è ristabilire l'equilibrio: dove si è tolto ridonare! non danneggiare le piante Madri, prendere solo il necessario lasciando sempre fiori, semi o quant'altro sia utile alla riproduzione della pianta.
→ Modalità di raccolta:
- Le erbe vanno raccolte a mano.
- Non raccogliere mai con la pioggia, la nebbia o il tempo umido! Se ha piovuto aspettare uno o due giorni, solo le piante asciutte si prestano a essere conservate.
- Il momento migliore per la raccolta è la mattina presto, con il Sole, non appena si è asciugata la rugiada mattutina; le forze delle piante si attenuano con il trascorrere della giornata.
- Le piante devono essere prive di polvere e sporcizia perché non si debbono lavare prima di essiccarle.
- Non raccogliete mai in prossimità di autostrade, strade molto trafficate, impianti industriali, campi trattati chimicamente, etc.. considerate anche quanto vengono portati lontano dal vento i gas di scarico e le sostanze nocive, non è facile trovare erbe veramente pure!.
- Sono prive di valore anche le piante assalite da insetti, che presentano macchie e sono mangiate dalle lumache.
- I fiori vanno presi dal capolino tra l' indice e il pollice e con l'unghia si incide il gambo.
- Le foglie possono essere raccolte allo stesso modo (come sopra) ma è meglio tagliare i primi dieci/venti centimetri (a seconda della specie) del ramo per poi farne dei mazzetti da appendere per l' essiccazione.
- Le radici vanno raccolte con un coltellino col quale si scava a fianco della radice cercando di ammorbidire la terra e di non rompere la pianta. Una volta allargato lo spazio attorno, tirate dolcemente, ruotando appena da un lato all'altro in modo che la pianta si sfili via con delicatezza.
- I frutti o le bacche vanno sfilati via dal ramo a giusta maturazione: in genere bastano le dita ma un coltellino sempre a portata non guasta.
- I petali, vanno sfilati dolcemente dalla corona e messi in un cesto in modo che non si schiaccino tra di loro.
- I semi vanno raccolti a maturazione della capsula, tagliando il gambo della pianta a circa quindici centimetri dalla sommità, fatti essiccare con la "testa" dentro un sacchetto di carta e sbattuti infine per far uscire i semi.
- La corteccia, si toglie facendo due incisioni circolari e distanti qualche centimetro, poi si pratica un incisione longitudinale tra le due circolari e si solleva la corteccia.
- Lasciare sempre qualche esemplare per favorire la riproduzione della pianta.








