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La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.
Tale pratica, in forme differenti, è riconosciuta da molti secoli come parte integrante di tutte le principali tradizioni religiose, nelle Upaniṣad, scritture sacre induiste compilate a partire dal VII secolo, è presente il primo riferimento esplicito alla meditazione che sia giunto fino a noi, indicata con il termine sanscrito dhyāna (ध्यान).
Nell'ambito della psicosintesi è definita uno stato della coscienza che può essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva).
La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri", è un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali.
Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa, in genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di oggetti fisici oppure semplicemente oggetti che riguardano il mondo interiore come emozioni o qualità, oppure immagini o testi sacri, e questo tipo di meditazione è più vicina alla cultura occidentale.
Spesso ci si avvicina all’ esperienza della meditazione e dello yoga carichi di false aspettative, create da tenaci pregiudizi o clichè molto diffusi riguardo le filosofie orientali in genere, come sempre, quando si deve approfondire un argomento (soprattutto se antico e universale come quello che stiamo affrontando) conviene sgombrare il campo da ambiguità e luoghi comuni.
Innanzitutto, chiariamo cosa è la meditazione:
- Non è (solo) un modo per rilassarsi: il rilassamento è solo un effetto, immediato e superficiale (per quanto sempre benvenuto!), della meditazione, ma le potenzialità che ci schiude lo stato meditativo sono in finitamente superiori e profonde.
- Non è (solo) un modo per liberarsi dal mal di testa o dal mal di schiena: il benessere fisico è anch’ esso solo un effetto della pratica meditativa, ma non deve esserne un obiettivo, perché l' obiettivo è l’integrazione armoniosa (yoga) di anima e corpo, di spirito e materia, di mondo interiore e mondo esteriore.
- Non è una fuga dalla realtà: al contrario ci insegna a vivere nel “presente”, ad affrontare con maggiore forza e distacco il mondo “reale” della vita quotidiana.
- Non è un’esperienza paranormale: c’è chi crede che la meditazione possa donare alcuni “poteri”, tutto ciò non ha a che vedere col reale stato meditativo, in meditazione, infatti, viviamo una condizione di equilibrio, di armonia, e in un certo senso raggiungiamo per la prima volta la “normalità”, poiché la mente è finalmente immersa nel presente, senza essere distratta dalle proiezioni dei pensieri verso il futuro e il passato.

Come funziona la meditazione
La meditazione è spesso definita come un momento di silenzio o di riflessione, ma tuttavia, è molto più di questo, è uno stato di profonda pace interiore che si verifica quando la mente è calma e silenziosa.
Questo è solo l’inizio di una crescita spirituale che ci porta ad un livello di consapevolezza più elevato che permette di realizzare il nostro vero potenziale umano, la questione, ovviamente, è come raggiungere questo stato.
Le scritture indiane descrivono i seguenti quattro stati di coscienza umana:
- Jagruti: lo stato di risveglio della coscienza.
- Swapna: lo stato sognante.
- Sushupti: lo stato di sonno profondo in cui la mente, l’ego e il Superego sono ancora coscienti
- Turya: lo stato di consapevolezza senza pensieri.
I primi tre stati di coscienza sono comunemente conosciuti nella nostra vita quotidiana, mentre il quarto è lo stato di consapevolezza senza pensieri (o Nirvichara Samadhi) ed è il processo di costante produzione di pensieri nella mente che giunge al termine.
In un primo momento compare una minima interruzione tra i pensieri, con una regolare pratica di meditazione, la mente progressivamente entra facilmente in consapevolezza senza pensieri, e l’attenzione diventa come un lago senza increspature e una profonda pace interiore comincia ad albeggiare sulla nostra coscienza, così quando non ci sono increspature sulle acque, la sua superficie diventa quasi invisibile, in quanto riflette la bellezza del paesaggio, così allo stesso modo, la mente riflette la bellezza della creazione e si scioglie nella beatitudine e nella pace del divino, la nostra crescita in Sahaja Yoga ci eleva a questo livello di coscienza.
Così la meditazione è un miglioramento generale della salute fisica, mentale ed emotiva, e le cause delle malattie vengono pulite partendo dal sistema sottile, ci sarà meno stress, capacità di rimanere equilibrato e lucido, neutralizzazione di aggressività, frustrazione e rabbia in coloro che ci circondano, miglioramento del sonno, le abitudini distruttive e le dipendenze vengono eliminate senza fatica e senza soffrire di sintomi di astinenza, ci sarà un miglioramento delle capacità di comunicazione con gli altri, una maggiore concentrazione nello studio e nel lavoro, e la cosa più importante, ci sarà fiducia in se stessi.