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Buongiorno amici, e ben ritrovati al 4° appuntamento dell' #Erbario_della_Strega, oggi vedremo come estrarre i principi attivi da una "droga" vegetale e il loro utilizzo:

• Bagno: 
Immersione completa o parziale del corpo.
Si prepara versando un’infusione o un decotto nel vasca con dentro l'acqua ben calda.

• Brodo vegetale:
Decotto il cui tempo di bollitura è imprecisato.
Lo si prepara con le piante intere e lo so beve caldo.

• Capsule:
Le capsule contengono circa 0,5 g di erbe finemente polverizzate, racchiuse in un contenitore di gelatina rigida, composto da due parti che si incastrano una nel’altra. 

• Cataplasma:
E' un preparato molle che si applica sulla pelle per qualche minuto.

• Collirio: 
Soluzione da usare contro le affezioni delle palpebre e degli occhi, si applica sulla congiuntiva in gocce, o diluito in bagno oculare.

• Collutorio:
E' un preparato semiliquido destinato alle gengive, alla faringe e alle tonsille.

• Compressa:
Garza o un pezzo di stoffa, che si applica sulla parte del corpo da curare, mantenendola per un certo tempo; deve essere preventivamente bagnata nel preparato che si vuole usare.

• Crema:
Miscuglio molle, prodotto naturalmente, sotto forma di latice, da alcune piante, ma più sovente preparato diluendo i principi attivi in un eccipiente grasso.

• Decotto:
Si prepara mettendo le droghe in acqua fredda che si porta, poi ad ebollizione, in un recipiente chiuso, e che si lascia bollire per qualche tempo.

• Enteroclisma:
Introduzione di un liquido nel’ intestino tramite una cannula rettale collegata ad una peretta da clistere.

• Fasciatura:
Compressa che avvolge una parte del corpo, si esegue con una fascia di garza bagnata nella soluzione medicamentosa.

• Fomentazione:
Applicazione di compresse o di cataplasmi.

• Fumigazione (o inalazione): 
Il malato respira direttamente i vapori terapeutici, emanati dalla pianta, ponendo il capo sopra un recipiente di acqua bollente, in cui è stata immersa la pianta aromatica.


Il post non è finito...





La meditazione non è facile da padroneggiare, ci vuole pratica per raggiungere uno stato pacifico di essere, e non c’è dubbio che la pazienza è una componente chiave del nostro progresso attraverso la meditazione. 
Qui ci sono 10 consigli che possono essere molto utili per le vostre meditazioni quotidiane.

» Stabilire una pratica regolare, ogni giorno per almeno 15 minuti.
» Iniziare la giornata con una breve meditazione del mattino, troverete la giornata più piacevole e la maggior parte dei vostri chakra si puliranno.
» Apritevi durante la meditazione, per ricevete e date energia, abilitare la comunicazione completa attraverso tutto il tuo essere, i palmi aperti.
» Se nel meditare vi distraete, dite mentalmente per tutto l'espiro "oooooo" e per tutto l' inspiro "mmmmmm", vi aiuterà nella concentrazione.
» Fate uso di candele e di una musica adatta alla meditazione.
» Dovete lasciarvi andare e abbandonarvi nel vostro silenzio interiore.
» Cercate di fare dei pediluvi prima delle vostre meditazioni serali, aiuta nella meditazione, nel dormire meglio e si è più rilassati. 
» Parlate con la vostra Kundalini per entrare in uno stato d’animo meditativo, avere una comunicazione interna con la Kundalini permette di entrare in uno stato d’animo meditativo e di raggiungere la consapevolezza senza pensieri.
» Lasciate andare tutte le vostre preoccupazioni ed affidatele alla vostra Kundalini. 
» Imparate ad usare ed a ricordare il vostro Sahasrara, controllate le vibrazioni sopra la testa di tanto in tanto, e fate che la vostra attenzione si stabilisca al di là della vostra mente, nel Sahasrara, imparate a precepire qualunque cosa vedete o sentite dal vostro Sahasrara.

Il post non è finito...






Ciao a tutti, avete mai pensato di fare il sapone fatto in casa? nooooooo?!?!! allora cosa aspettate a crearlo da voi ed a iniziare a risparmiare un pochino? mia nonna lo faceva cosi:

• Primo metodo - base (senza profumazione)

» Cosa serve:
- 1 litro di olio di oliva (già usato e primo di residui).
- 120 g. di soda caustica.
- 300 ml. di Acqua distillata.
- Mascherina.
- Guanti.
- Occhiali.
- Un mestolo.
- Una bilancia da cucina.
- Un contenitore di plastica per contenere la soda caustica.
- Una pentola di acciaio grande.
- Un frullatore ad immersione.
- Un termometro da cucina.
- Contenitori riciclati in plastica (creme spalmabili etc.) o stampini.
- Uno strofinaccio pulito.

Il post non è finito...



Eccomi qui per il sesto appuntamento con la rubrica di cucina #KWW, oggi si prepara la pizza:

» Ingredienti (per 4 pizze):
Per la pizza:
- 700 g. di farina.
- 25 g. di lievito di birra.
- 350 g. di acqua tiepida.
- 2 cucchiai d'olio d'oliva.
- 2 cucchiaini rasi di sale.
- 1 cucchiaino raso di zucchero.

Per il condimento: 
- 200 g. di tonno.
- 240 g. di polpa di pomodoro.
- 100 g. di olive (snocciolate).
- 20/30 capperi.
- 2 mozzarelle.
- Olio di oliva q.b.
- Sale q.b.

»» Come fare:
Mettete la farina in un recipiente abbastanza grande, fate un buco al centro e metteteci il lievito, l'acqua, l'olio, il sale, e lo zucchero, mischiate un pochino. 
Prendi l'impasto e lavoralo un po' con le mani su una spianatoia leggermente infarinata, forma una palla e sbattila per tre/quattro volte.
Mettete la palla di nuovo nel recipiente e copritelo con un panno, per almeno un ora, quando è raddoppiato di volume, sbattetelo di nuovo sulla spianatoia per 2 volte, e dividetelo in 4 parti.
Stendetele con il mattarello infarinato ogni parte e mettitele nella teglia cospargetela di olio, 
farcisci la tua pizza ed inforna a 200° per 20/25 minuti.

Categoria: antipasto - secondo piatto.
Tempo: circa 30 minuti.
Difficoltà: bassa.




Buon giorno e ben arrivati con il 6° appuntamento del #weekly_life.

Le tre cose migliori sono state:
- Venerdì sono andata alle terme con il mio amore, tanto relax e almeno per un giorno non c'è stato nessun pensiero!  #io_e_te_per_sempre.
- Ho avuto un altro colloquio per un lavoro, speriamo bene.
- Sabato sera nel mio paese c'è stata la notte bianca, mi sono divertita molto.


Le tre cose peggiori:
- Dal 1 Luglio nel mio paese, inizierà la raccolta differenziata "porta a porta" completa, vedremo chi la rispetterà del tutto e spero solo di non trovare sacchetti in giro per tutto il paese.
- La mia macchina mi ha lasciato a piedi, ma per fortuna non è niente di "grave".
- ???? Il terzo manca.

Rubrica ideata da: il portale segreto.


Post n. 20| pubblicato il 24/11/14 | modificato il 24/11/14




Oggi per il nostro appuntamento con l' #Erbario_della_Strega, vedremo cosa sono i principi attivi, buona lettura!.

Le proprietà terapeutiche di alcune piante derivano da particolari sostanze in esse contenute e vengono chiamate "principi attivi" per la loro capacità di svolgere una precisa azione nel nostro organismo.
Ecco qui una la lista completa dei principi attivi con relativa spiegazione:

. Gli Acidi Organici:

Sono dei costituenti pressoché costanti di tutti i vegetali.
Localizzali prevalentemente all’ interno dei vacuoli delle cellule vegetali, si formano per ossidazione delle aldeidi e sono caratterizzati dalla presenza del gruppo carbossilico (-COOH).
In natura sono presenti sotto forma di sali, alcune piante appartenenti alla famiglia delle Leguminose (Tamarindo e Cassia) contengono elevale quantità di acidi organici (fino al 10%) e loro sali, che, possedendo una attività osmotica, esercitano un’azione blandamente lassativa.
Una particolare attenzione va riservala all'acido ossalico, poiché, sotto forma di sali di potassio e di calcio, può causare la formazione di calcoli renali, esso inoltre provoca una deplezione di Ca nel sangue, abbassandone la concentrazione.
L'acido ossalico è presente in maggiori quantità nelle foglie di Acetosa e nelle radici di Rabarbaro.

. Gli Alcaloidi:

Sono dei composti organici azotati, appartenenti a gruppi chimici eterogenei, che godono di alcune proprietà comuni:
- Presentano una reazione alcalina.
- Sono di origine vegetale, anche se questa regola generale ha le sue eccezioni, poichè il regno animale offre qualche esempio di alcaloide.
- Contengono un atomo di azoto (N) in anello eterociclico, non mancano, però, esempi di alcaloidi nei quali l'azoto è extraciclico (ordeina, galegina, efedrina, capsaicina, damascenina), ad essi viene, talvolta, riservato il nome di amine alcaloidiche.
- Generalmente hanno la capacità di indurre, anche a dosi molto piccole, importanti azioni biologiche sia sull'uomo e sugli animali.
La scoperta e l'isolamento degli alcaloidi dai vegetali costituisce un importante contributo della scienza chimica del XIX° secolo, nel 1803 il farmacista francese Derosne pubblica una memoria sull'oppio con la quale rende nota, per la prima volta, l'avvenuta estrazione di un sale cristallizzato a reazione alcalina che egli designa col nome di "sale d'oppio".
L'anno seguente F. W. Senurner, separa la morfina e l'acido meconico dall'oppio, ma bisogna attendere fino al 1817 perché la presenza di composti organici di natura basica sia universalmente accettata, in quell'anno, infatti, F.W. Serturner dimostra in modo netto il carattere basico della morfina, cioè la sua capacità di neutralizzare gli acidi.
Da questo momento i rapidi progressi della chimica farmaceutica portano all'isolamento di altri alcaloidi vegetali: la caffeina (1818), la chinina e l'emetina (1820), la coniina (1827), la nicotina (1828), la codeina (1832), l'atropina, la iosciamina e la colchicina (1833). Alla fine di quello stesso secolo sono oltre cento gli alcaloidi chiaramente identificati, 11 gruppo degli alcaloidi costituisce, attualmente, un importante capitolo della chimica organica.
Oggi si conoscono oltre 3.000 alcaloidi, isolati da circa 4.000 specie, e molti di essi possiedono potenti attività farmacologiche, per questa ragione la loro azione sull'organismo umano è stata studiata approfonditamente, numerose piante ad alcaloidi hanno svolto, per la loro capacità di influire sui processi dell'ideazione e sul comportamento, un importante ruolo sociale e religioso nell'ambito di molti popoli antichi, esse rientravano, oltre che nella composizione di medicamenti, anche nelle formule di bevande impiegate nel corso di riti religiosi e divinatori.
È probabile che l'uso di queste sostanze fosse, in principio, limitato a pochi gruppi di iniziati e in particolare alla casta sacerdotale. In Messico, nell'epoca pre-colombiana, le cerimonie religiose erano guidate da sacerdoti che masticavano piccoli pezzi di Peyotel con lo scopo di raggiungere uno stato di piena esaltazione religiosa e di stimolare le capacità percettive cosi importanti ai fini delle predizioni, particolare rilievo hanno avuto quei vegetali, come il Peyotel (Echinocactus williamsi), la Psilociba (Psylociba mexicana), l'Agarico muscario (Amanita muscaria), l'Oppio (latex condensato ottenuto dalle capsule immature del Papaver somniferum) e la Coca (Erythroxylum coca), che contengono delle sostanze capaci di evocare allucinazioni, cioè, secondo la definizione di Bali, delle percezioni senza oggetto, oppure di «sospendere» le emozioni inducendo un illusorio stato di benessere fisico e mentale.
La gamma delle allucinazioni suscitate è estremamente varia e molteplice potendo interessare tutti i più diversi settori della sfera psico-sensoriale (visive, uditive, tattili, gustative, ecc.) e raggiungere, talvolta, effetti rappresentativi di grande verosimiglianza e spiccata intensità.
Sostanze come la mescalina e la psilocibina, inducono allucinazioni visive che, nelle forme semplici, si avvertono come foiopsie (scintille, bagliori, lampi, stelle splendenti variamente colorate, etc.) mentre in quelle più complesse sotto forma di scritte o intere frasi che esprimono, di solito, ammonimenti o profezie; oppure allucinazioni uditive in veste di semplici ronzii, gemiti, urla o come interi discorsi portatori di consigli, minacce e predizioni. Appare chiaro in quale maniera queste percezioni della coscienza, ritenute reali pur mancando di ogni oggetto esteriore adeguato ad evocarle, abbiano sollecitato la fantasia delle popolazioni primitive che, non di rado, sono giunte a divinizzare le piante capaci di produrre questi fenomeni psichici anormali.

. Gli Oli Essenziali:
Sono miscugli di sostanze organiche diverse (terpeni ciclici e aciclici e derivali ossigenali degli stessi, quali alcoli, aldeidi, chetoni, acidi eco.), volatili, di aspetto oleoso, che si ottengono da piante aromatiche o per distillazione in corrente di vapore, oppure con l' estrazione con solventi volatili e non o per pressione.
Gli Oli Essenziali sono molto solubili con l' alcool e non con l' acqua.
Secondo alcuni gli E.O. non svolgerebbero alcuna funzione nei processi metabolici delle piante, essendo niente altro che dei prodotti di scarto; secondo altri essi non devono essere considerati privi di utilità, poiché difenderebbero la pianta contro alcuni parassiti, rappresenterebbero una riserva alimentare e parteciperebbero al metabolismo della pianta come antiossidanti o donatori di idrogeno.
L'attività biologica degli E.O. è molto varia e consente di applicarli nella terapia di una gamma molto vasta di malattie, l'azione farmacodinamica più caratteristica è quella antisettica e antiparassitaria; ma a queste proprietà possiamo aggiungere un'azione stimolante, espettorante, diuretica, depurativa, antispasmodica, antivirale, carminativa, stomachica, analgesica, cicatrizzante, antireumatica e antinfiammatoria.

. I Glucosidi:

Con il nome di Glucosidi (o Glicosidi ed Eterosidi), si intendono sostanze di composizione svariatissima e spesso complessa, che in certe circostanze, (per l'azione di acidi, di basi, di enzimi) si scindono in altre più semplici, una delle quali è lo zucchero, e il glucosio (l'insieme dei componenti che non sono zucchero è detto Aglicone).
Per esempio la mandorla amara contiene in certe cellule un Glucoside (Amigdalina), e in certe altre un Enzima (Emulsina), finché la mandorla è intatta o schiacciata, ma è asciutta, l' Amigdalina non viene in contatto con l’ Emulsina e rimane invariata, ma se si mastica la mandorla, o si bagna, il Glucoside e l' Enzima vengono in contatto, così allora l' Emulsina scinde l’ Amigdalina in Glucosio, essenza di mandorla amara (Aldeide Benzoica) e Acido Cianidrico, si sa che l' Acido Cianidrico (o Acido Prussico) è un veleno potentissimo; si spiega quindi come la mandorla amara sia velenosa.
Alcuni Alcaloidi e Glucosidi sono fra i veleni più potenti che si conoscano: è un Alcaloide l' Aconitina dell' Aconito, cosi spaventosamente tossica, che bastano pochi milligrammi (e si conosce un caso nel quale bastò meno di un milligrammo) per uccidere un uomo; sono Alcaloidi la stricnina della nove vomica, la morfina dell'oppio, l' atropina della belladonna ecc. Sono glucosidi, oltre all’ amigdalina della mandorla, la sinigrina della senape nera, la digitossina della digitale, i Principi Attivi di altre droghe che agiscono sul cuore (strofanto, mughetto etc.). 


Il post non è finito...





La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche.
Tale pratica, in forme differenti, è riconosciuta da molti secoli come parte integrante di tutte le principali tradizioni religiose, nelle Upaniṣad, scritture sacre induiste compilate a partire dal VII secolo, è presente il primo riferimento esplicito alla meditazione che sia giunto fino a noi, indicata con il termine sanscrito dhyāna (ध्यान).
Nell'ambito della psicosintesi è definita uno stato della coscienza che può essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva).
La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri", è un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali.
Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa, in genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di oggetti fisici oppure semplicemente oggetti che riguardano il mondo interiore come emozioni o qualità, oppure immagini o testi sacri, e questo tipo di meditazione è più vicina alla cultura occidentale.
Spesso ci si avvicina all’ esperienza della meditazione e dello yoga carichi di false aspettative, create da tenaci pregiudizi o clichè molto diffusi riguardo le filosofie orientali in genere, come sempre, quando si deve approfondire un argomento (soprattutto se antico e universale come quello che stiamo affrontando) conviene sgombrare il campo da ambiguità e luoghi comuni.
Innanzitutto, chiariamo cosa è la meditazione:
- Non è (solo) un modo per rilassarsi: il rilassamento è solo un effetto, immediato e superficiale (per quanto sempre benvenuto!), della meditazione, ma le potenzialità che ci schiude lo stato meditativo sono in finitamente superiori e profonde.
- Non è (solo) un modo per liberarsi dal mal di testa o dal mal di schiena: il benessere fisico è anch’ esso solo un effetto della pratica meditativa, ma non deve esserne un obiettivo, perché l' obiettivo è l’integrazione armoniosa (yoga) di anima e corpo, di spirito e materia, di mondo interiore e mondo esteriore.
- Non è una fuga dalla realtà: al contrario ci insegna a vivere nel “presente”, ad affrontare con maggiore forza e distacco il mondo “reale” della vita quotidiana.
- Non è un’esperienza paranormale: c’è chi crede che la meditazione possa donare alcuni “poteri”, tutto ciò non ha a che vedere col reale stato meditativo, in meditazione, infatti, viviamo una condizione di equilibrio, di armonia, e in un certo senso raggiungiamo per la prima volta la “normalità”, poiché la mente è finalmente immersa nel presente, senza essere distratta dalle proiezioni dei pensieri verso il futuro e il passato.

Come funziona la meditazione
La meditazione è spesso definita come un momento di silenzio o di riflessione, ma tuttavia, è molto più di questo, è uno stato di profonda pace interiore che si verifica quando la mente è calma e silenziosa.
Questo è solo l’inizio di una crescita spirituale che ci porta ad un livello di consapevolezza più elevato che permette di realizzare il nostro vero potenziale umano, la questione, ovviamente, è come raggiungere questo stato.
Le scritture indiane descrivono i seguenti quattro stati di coscienza umana:
- Jagruti: lo stato di risveglio della coscienza.
- Swapna: lo stato sognante.
- Sushupti: lo stato di sonno profondo in cui la mente, l’ego e il Superego sono ancora coscienti
- Turya: lo stato di consapevolezza senza pensieri.
I primi tre stati di coscienza sono comunemente conosciuti nella nostra vita quotidiana, mentre il quarto è lo stato di consapevolezza senza pensieri (o Nirvichara Samadhi) ed è il processo di costante produzione di pensieri nella mente che giunge al termine.
In un primo momento compare una minima interruzione tra i pensieri, con una regolare pratica di meditazione, la mente progressivamente entra facilmente in consapevolezza senza pensieri, e l’attenzione diventa come un lago senza increspature e una profonda pace interiore comincia ad albeggiare sulla nostra coscienza, così quando non ci sono increspature sulle acque, la sua superficie diventa quasi invisibile, in quanto riflette la bellezza del paesaggio, così allo stesso modo, la mente riflette la bellezza della creazione e si scioglie nella beatitudine e nella pace del divino, la nostra crescita in Sahaja Yoga ci eleva a questo livello di coscienza.
Così la meditazione è un miglioramento generale della salute fisica, mentale ed emotiva, e le cause delle malattie vengono pulite partendo dal sistema sottile, ci sarà meno stress, capacità di rimanere equilibrato e lucido, neutralizzazione di aggressività, frustrazione e rabbia in coloro che ci circondano, miglioramento del sonno, le abitudini distruttive e le dipendenze vengono eliminate senza fatica e senza soffrire di sintomi di astinenza, ci sarà un miglioramento delle capacità di comunicazione con gli altri, una maggiore concentrazione nello studio e nel lavoro, e la cosa più importante, ci sarà fiducia in se stessi.




Per il secondo appuntamento del fai da te, avevo pensato di rivisitare la famosa 'ricetta' del sapone fatto in casa, vediamo insieme come fare...

» Cosa serve:
- Tre erbe aromatiche (a piacere).
- Glicerina trasparente per sapone (si trova nei fa da te).
- Due limoni.
- Formine (a piacere).

» Come fare:
Triturate finemente con un frullatore le vostre erbe e grattugiate la buccia dei limoni, per poi
unite i due composti.
In un pentolino fate sciogliere la glicerina, preparate quindi i contenitori in cui farete solidificare il sapone, lasciate raffreddare leggermente il composto e, prima che sia troppo denso, aggiungete il composto di erbe e limone, mescolate bene in modo da dare omogeneità alla saponetta, e versate negli stampini che avete scelto.
Lasciate raffreddare e quindi metteteli in freezer per un’ora per far solidificare bene il sapone.

→ Fonte: casa da incubo.




Oggi presento un dolce molto buono e divertente per il nostro appuntamento del #KWW, ecco qui tutti gli ingredienti ed i passaggi:

» Ingredienti (per 2 persone):
- 50 di burro.
- 1 busta di vanillina.
- 1 bustina di lievito.
- 1 presa di sale.
- 500 gr. di farina tipo 00.
- 30 gr. di  cacao in polvere.
- 6 uova medie.
- 300 gr. di latte.
- 1 cucchiaio (da tè) di latte intero.
- Zucchero a velo q.b. 

»» Come fare:
Mettete il burro precedentemente ammorbidito a pezzetti in una ciotola insieme allo zucchero e montate gli ingredienti fino a formare una crema bianca e spumosa, unite le sei uova a temperatura ambiente una alla volta, il sale e sbattete per almeno cinque minuti, fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi.
Unite al composto ottenuto la farina (tranne 45 gr. che terrete da parte), il lievito e la vanillina dopo averli setacciati insieme alternando l’aggiunta del latte, amalgamate bene gli ingredienti, poi dividete l’impasto in due parti uguali e incorporate in una ciotola la farina restante e nell’ altra il cacao setacciato. 
Dovrete ottenere due impasti di uguale consistenza che si stacchino pesantemente dal mestolo (nel caso uno dei due risultasse più denso, aggiungete uno o due cucchiai di latte per stemperarlo).
Imburrate ed infarinate uno stampo per ciambella del diametro di 26 cm ed adagiatevi l’impasto chiaro, diviso in tre parti; fate la stessa cosa con quello al cacao, andando a colmare i vuoti rimanenti tra l’impasto chiaro.
Per ottenere l’effetto marmorizzato, fate passare a spirale una forchetta dall’ alto verso il basso attraverso i due colori dell’ impasto, infornate la ciambella per circa 40-45 minuti a 180°. Controllate la cottura verificando con uno stuzzicadenti: se pungendo in profondita' la torta non Sformate la ciambella, posizionatela su di un piatto e cospargetela a piacimento di zucchero al velo.

Categoria: dolce.
Tempo: circa 80 minuti.
Difficoltà: media.




Buon giorno, eccoci qui con il 5° appuntamento del #weekly_life.

Le tre cose migliori sono state:
- Ieri ho festeggiato 10 anni con il mio love #io_e_te_per_sempre.
- A Gennaio diventerò "zia" di una mia amica #happy.
- Questa settimana a fatto molto caldo.


Le tre cose peggiori:
- La festa dello #spiritodelpianeta è terminata :( .
- Sono rimasta bloccata con la schiena per una giornata intera, che dolore.
- Ho fatto un po di disordine con le foto nel pc, le dovrò sistemare tutte.

Rubrica ideata da: il portale segreto.

Post n. 25| pubblicato il 24/11/14 | modificato il 24/11/14




Benvenuti al 1° appuntamento del #Erbario_della_Strega, dove troverete tutti i consigli per una buona salute.

La fitoterapia (dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura), volte anche impropriamente definita fitomedicina) è, in senso generale, quella pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico.
Data l’antichità di questa pratica, che con tutta probabilità rappresenta il primo esempio di pratica terapeutica umana, e data la sua generalizzata distribuzione geografica, è impossibile dare una descrizione di essa in termini di un sistema terapeutico specifico (come ad esempio è possibile fare per l’omeopatia).
Piuttosto è sensato dire che l’utilizzo terapeutico delle piante si ritrova in tutti i sistemi terapeutici umani, da quelli più antichi e basati su osservazione ed empirismo, a quelli più sofisticati e con livelli di complessità teorica elevata, fino alla moderna biomedicina. La medicina popolare si serve di rimedi fitoterapici da tempi immemorabili. Ippocrate citava il rimedio come terzo strumento del medico accanto al tocco e alla parola.
Dal punto di vista terminologico, limitandosi alla Unione Europea, solo da pochi anni, e limitatamente alla Gran Bretagna, esiste una categoria professionale istituzionalizzata di Fitoterapeuti, con percorso formativo universitario distinto da quello previsto per la biomedicina, e con protezione legale del nome. Negli altri stati membri della UE il termine Fitoterapeuta non ha valore legale, e la fitoterapia non è una branca riconosciuta delle biomedicina.
Le piante sono fra le principali fornitrici di sostanze medicamentose. Vanno considerate veri e propri produttori e contenitori dinamici di sostanze chimiche (Firenzuoli, 2009). Nella loro evoluzione esse hanno sviluppato innumerevoli metaboliti secondari che svolgono per la pianta varie funzioni ecologiche (repellenza, difesa dagli erbivori, lotta contro altre specie vegetali per il controllo delle risorse, difesa dai parassiti, attrazione degli impollinatori, ecc.). Questi stessi metaboliti secondari hanno mostrato importanti attività farmacologiche nell'uomo. Ecco una lista esemplificativa dei vari principi attivi:

fenoli semplici
polifenoli - tannini e flavonoidi
glicosidi (fenilpropanoidi, antrachinoni, glucosinolati, iridoidi, glicosidi cianogeniche )
terpeni
terpenoidi e saponine (fitosteroli, glicosidi cardioattive, triterpeni)
oli essenziali e resine
alcamidi
alcaloidi

Le attività che questi metaboliti possono esercitare sulla fisiologia umana sono molteplici e sarebbe impossibile riassumerle brevemente, tuttavia una lista sommaria comprenderebbe:

sostanze tossiche
sostanze con attività ormonoregolatrici
sostanze ad attività antimicrobica
battericidi
virostatici
fungicidi
sostanze lassative
sostanze antinfiammatorie
sostanze attive sul sistema nervoso centrale e periferico
sostanze antiossidanti

Le moderne preparazioni fitoterapiche sono ottenute a partire dal materiale vegetale, sia fresco che essiccato, tramite estrazioni con solventi e metodiche diverse: se il solvente è l'etanolo in percentuali diverse si parla di estratti idroalcolici, solitamente chiamati tinture (o estratti fluidi); se il solvente è l'acqua si parla di infusi, decotti o macerati a freddo; se il solvente è un olio grasso si parla di oleoliti; l'estrazione con solventi diversi e non alimentari (esano, cloroformio, ecc.), che vengono poi eliminati, permette la preparazione di estratti molli e secchi. Alcune preparazioni sono costituite da estratti di singole piante, altri da combinazione di estratti da diverse piante. In particolare i medici hanno la possibilità non di preparare ma di prescrivere preparazioni vegetali che poi prepara il farmacista (medicinali galenici magistrali) Le preparazioni in libera vendita devono sottostare a vari standard di tipo qualitativo, mentre gli standard di efficacia e tossicologici vengono applicati (nella UE) solo a quei preparati ai quali venga riconosciuto lo status di farmaci vegetali (herbal medicines). Per i preparati che non rientrano in questa categoria valgono le regolamentazioni dei singoli stati membri.
L'uso di piante e dei loro derivati può essere utile nella terapia, ma spesso si verifica uno sfruttamento promozionale di piante ed erbe delle quali si vantano proprietà terapeutiche non documentate e delle quali talvolta si ignorano i possibili pericoli. Fortunatamente esiste oggi in Italia una specifica regolamentazione dei prodotti naturali (Firenzuoli, 2009; Silano, 2006). L'equazione "naturale = benefico" è infatti spesso un semplice tranello atto ad abusare della credulità di alcune persone: anche i virus, difatti, sono naturali, come pure i funghi velenosi o la cicuta con cui Socrate si suicidò.
Anche le interazioni con i farmaci tradizionali devono essere valutate con attenzione così come gli effetti collaterali, ampiamente descritte fin dal 1996 (Firenzuoli, Le insidie del Naturale) e poi successivamente approfondite (Firenzuoli, 2001, 2008). Particolare attenzione va infatti posta al sistema enzimatico epatico ed intestinale P450 e alle sue varie isoforme, oltre che alla proteina di trasporto denominata P-gp (P.Campagna, 2008). In particolare oggi sappiamo che esistono molte piante che interagiscono con i farmaci, riducendone l'attività o al contrario aumentandone la tossicità, tutte situazioni che devono essere ben conosciute onde prevenire interazioni pericolose (Firenzuoli, 2008).

→ Fonte: wikipedia.

→ ATTENZIONE: ricordo che non sono un medico, e questi consigli sono da prendere con cautela.
Provate una piccola dose prima di procedere, e ascoltate sempre il vostro medico.
Grazie per l' attenzione.

Post n. 52 | pubblicato il 16/06/14 | modificato il 06/12/2014 





La vera magia non è né bianca né nera, è entrambe le cose ... 
così come la natura, dolce e crudele allo stesso tempo.

Come prima lezione, prendo spunto da un progetto di Streghe della Luna: 
" Sin dai primi libri riguardanti la Wicca alcuni autori hanno diviso la magia in diverse sezioni o colori.
Comunemente sono questi:
- Rosso: per le magie d'amore.
- Verde: per le magie delle erbe.
- Bianca: per le magie di cura.
- Nera: per le magie del male.
E chissà quante altre divisioni sono state create..".

La Magia intesa come forza e potenza è una SOLA, INCOLORE e PURA, solo ciò che spinge la mano del Mago ad agire può essere considerato un sentimento buono o cattivo, la Magia NON lo fa.
Ma l' uomo, racchiude in se i duplici aspetti di bene e di male, e quindi anche la Magia si concretizza sotto forma di pratiche che si identificano nelle diverse espressioni:
La "Magia Bianca" è rivolta al bene; quella Rossa è la Magia dei desideri, e infine la "Magia Nera" è quella negativa rivolta al male. e tutto il resto...chi usa i "colori", lo fa solo per capire a quale scopo del rituale si riferisce, nel senso che se io devo fare una certa cosa, so già dove devo andare a parare ... "a si quella cosa la" mi spiego? (un esempio: se devo fare un rito per la mia salute, andrò a cercare sul mio Libro delle Ombre così: Pratica -- Magia Bianca -- S -- Salute ... facile e molto ordinato, non credete?!!).
Un'operazione magica ha quindi bisogno (anche se non necessariamente) di simboli visivi, oggetti (candele, incensi e cosi via) e tattili che hanno essenzialmente lo scopo di incanalare la POTENZA per rendere "materiale" e "materializzato" uno scopo da raggiungere.
L' oggetto in se non ha valenze prodigiose, se non minime, ed è sempre la FORZA che il Mago impiega durante il Rituale che permette di rendere efficace un'azione Magica, e nella Magia il simbolismo è molto importante come lo è la similitudine.
Allo stesso modo si usa raffigurare con un "sembiante" la persona da colpire o proteggere perché quello che avviene al "sembiante" avviene anche al soggetto in questione, il "sembiante" lo si usa anche per eseguire un "giro" di Tarocchi il più delle volte quando la persona è assente e non può materialmente dividere il mazzo.


Il post non è finito...





» Ingredienti:
Per i ghiaccioli agli agrumi
- 500 ml di acqua.
- 50 grammi di zucchero.
- 150 grammi di succo di agrume.

Per i ghiaccioli allo sciroppo (menta, anice, mandorla etc):
- 500 ml di acqua.
- 50 grammi di zucchero.
- 30 ml di sciroppo.

» Come fare:
Frullate o spremete il vostro agrume, poi ponetelo in un pentolino capiente con acqua e zucchero, accendete il fuoco e fate sciogliere lo zucchero.
Appena pronto, lasciatelo raffreddare e aggiungete il vostro succo frullato in precedenza oppure il vostro sciroppo, mescolate per bene e filtrate se
ce ne fosse bisogno.
A questo punto, prendete le formine (sbizzaritevi con la fantasia, anche un vasetto di yogurt) versate il vostro composto e mettete nel freezer per almeno un giorno.



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Buonasera followers come state? questa sera sono qui per farvi conoscere un' iniziativa molto bella a cui ho deciso di partecipare; si chiama "The Witches Help the World".
Questa idea è stata creata da Poseidone, con il consenso di Cristiano Tenca, a cui appartengono la formule scelte. 
Cosa bisogna fare? è molto semplice, ogni sera alle 20:30, cercate di trovare cinque minuti per recitare queste sette piccole formule:

1 - Per propiziare una pace nel mondo duratura ed efficace: "Umànit ìmpace sèmper".

2 - Per aiutare a risanare la nostra Terra dai tormenti che le infliggiamo: "Gàya rì-nòvo".

3 - Per trasmettere armonia attorno a noi e aiutare la terra: "Armònyae contàgium gàya" (leggere armònie).

4 - Per conferire all'atmosfera e alla Terra energie di purificazione e rinnovamento: "Ennèrgo pùrgatiònis gàyae" (leggere pùrgaziònis gàie).

5 - Per trasformare la mentalità negativa di molte persone nei confronti della terra e avviare un cambiamento di idee nell'umanità: "Defèndo atque pròtego".

6 - Per conferire energie di purificazione e rinnovamento ai pensieri e alla mente degli uomini:
"Ennèrgo pùrgatiònis mentis homìnium" (leggere pùrgaziònis).


7 - Per bonificare il cibo, renderlo utile e digeribile anche quando non lo è: "àmor atque gratia" (leggere grazia).


Recitatele ogni sera tutte e sette, e non saltate nessuna formula; se siete dei novizi nell'arte magica è probabile che vi verrà mal di testa o vi sentirete stanchi (a non abbiate paura col tempo non subirete più conseguenze negative).

Per aderire all'iniziativa dovete scrivere il vostro nome nei commenti, così lo aggiungo alla lista, se date il vostro nome dovete mantenerlo. Solo persone disposte a impegnarsi seriamente.

Avete un blog, un forum, una pagina facebook? Inserite il banner e spiegate cosa bisogna fare, mi raccomando la pagina ufficiale è questa, per far parte del gruppo dovete scrivere il vostro nome nei commenti di questa pagina. Possibilmente le formule devono rimanere esclusivamente su questa pagina, per non creare troppa dispersione nell'iniziativa


Partecipate in tanti!.

→ Fonte: il cammino dei novizi.







Siamo arrivati alla 4 ricetta del nostro appuntamento del #Kitchen_Witch_Wednesday,
oggi presento un secondo piatto (che volendo può anche essere un antipasto) a base di zucchine:

Categoria: antipasto/secondo piatto.
Tempo di preparazione: 50 minuti.
Tempo di cottura: 5 minuti circa.
Difficoltà: bassa.
Costo: basso.

» Ingredienti 
- 300 gr. di zucchine.
- 1 uovo.
- 80 gr. di fontina (tagliata a cubetti piccoli).
- 100 gr. Prosciutto cotto (a dadini).
- Formaggio grattugiato q.b.
- Pangrattato q.b.
- Sale e pepe q.b.
- Noce moscata q.b.

»» Come fare:
Lavate le zucchine, tagliatele a tocchetti, e fatele bollire in acqua salata per 15 minuti, scolatele e fatele raffreddare.
Appena saranno pronte, mettetele in una ciotola, e aggiungete l’uovo, il sale, il formaggio grattugiato, il prosciutto e la fontina, ed amalgamate bene. (se l’impasto risulta molto morbido aggiungete un po’ di pangrattato fino ad ottenere un impasto omogeneo).
Formate le polpette a vostro piacimento, e passatele nel pangrattato, fatele riposare nel frigorifero per 15 minuti circa.
Cuocete al forno a 200° per circa 20/25 minuti oppure friggete in abbondante olio bollente.


→ Rubrica ideata da: Mom's a Witch.
Post n. 50 | pubblicato il 11/06/14 | modificato il 26/11/2014





Buon giorno, eccoci qui con il 4° appuntamento del #weekly_life.

Le tre cose migliori sono state:
- Domani ritorna mio padre!!! #happy.
- Sono andata al fiume questo week end e mi sono rilassata tanto e divertita molto.
- Ho iniziato un nuovo libro da leggere.


Le tre cose peggiori:
- Aspettando ancora il lavoro.
- Mi sono rotta quasi un dito a giocare a pallone al fiume.
- Da questa settimana e iniziata la raccolta differenziata porta a porta ed mi devo ancora organizzare con i contenitori e varie cose, uffa.

Rubrica ideata da: il portale segreto.



Post n. 25| pubblicato il 24/11/14 | modificato il 24/11/14