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Ben ritrovati con il 3° appuntamento del #Weekly_Life.

Le tre cose migliori sono state:
- Ho passato un Sabato molto bello e rilassante.
- Martedì sono andata a trovare una mia cara amica, che non vedevo da tempo, ed è stato molto bello a parlare dei vecchi ricordi!.
- Ho ricevuto una proposta di lavoro e adesso aspettiamo la conferma.



Le tre cose peggiori:
- Ho avuto un mal di testa terribile tutta la Domenica, insopportabile.
- Un mio amico non sta tanto bene, speriamo che si riprenda presto.
- Posso dire che sono stufa?.

(Settimana da: Domenica 18/05/14 a Domenica 25/05/14).

Questa rubrica è stata ideata da Reina e da Rowan.

Post n. 30| pubblicato il 24/11/14 | modificato il 24/11/14



La cultura Celtica, aveva un forte legame con la Natura, non solo essa rappresentava il Mondo, ma era anche una Madre, progenitrice di tutte le tribù.
Non ci stupiremo a questo punto di scoprire come il culto degli alberi, abbia costituito parte integrante di questa popolazione, infatti, le radici, i tronchi e i rami, sono associati a spirito, corpo e mente dell' uomo.
Nel calendario celtico degli alberi (detto anche Ogham) i mesi sono correlati ad alberi di stagione, in un rapporto strettissimo tra Flora e fasi Lunari (i mesi Lunari sono di 28 giorni, grosso modo corrispondenti ai nostri segni zodiacali).
Il ciclo dei tredici alberi corrispondeva alle tredici energie arboree, alle quali si associavano anche elementi divinatori che operavano come geni protettori a cui rivolgersi in cerca di forza, fortuna o buoni consigli, oltre alle caratteristiche botaniche, farmacologiche e ai principali usi delle varie essenze arboree, vi sono alcuni elementi descrittivi del 'carattere' dell'albero che era associato ai nati in quel mese, una sorta di 'oroscopo degli alberi'.
In ogni albero si possono riconoscere delle caratteristiche speciali dovute al loro aspetto, alla risorsa dei loro frutti o alla forza del loro legno, i nati sotto una certa Luna presenteranno in genere una comunanza con un determinato albero.
E tu che albero 6?...
Ecco il calendario arboreo con la rispettiva lettera ogamica e breve descrizione:

Il post non è finito...





L 'amore di una volta non ci sarà più... era così bello quando le cose si dicevano in faccia davanti ad una tazza di te!, adesso non c'è più niente di tutto ciò.
Internet e social network ci stanno rovinando, non abbiamo più il coraggio di dire le cose come una volta, la società è cambiata molto, stiamo più attenti a quello che dicono gli altri su di noi, piuttosto di come vivere meglio con il nostro amore e sentire le esigenze di entrambi, non siamo più capaci di scendere a compromessi bisogna dare non solamente ricevere.
va bene che il mondo si sta evolvendo ma non così!!!. 





Sin dai primi libri riguardanti la Wicca alcuni autori hanno diviso la magia in diverse sezioni... o colori.
Comunemente ci sono i seguenti "colori":
- Rosso: per le magie d'amore.
- Verde: per le magie delle erbe.
- Bianca: per le magie di cura.
- Nera: per le magie del male.
- Blu: per le magie dei cristalli.
- Viola: per le magie di meditazione.
E chissà quante altre divisioni sono state create...

La vera magia non è né bianca né nera, è entrambe le cose ... così come la natura, dolce e crudele allo stesso tempo.
Si usano i colori solo per definire un tipo di rituale e niente di più (se devo fare un rito per la salute, userò il ' colore bianco' per distinguere cosa devo fare), e non credo nemmeno che sia importante vestire in un certo modo, solo perché oggi sono triste o cose del genere, anche se inconsciamente lo facciamo.





Witch’s choice! (la scelta da strega)

Andare avanti per la mia strada.




A magical recipe (una ricetta magica)






Nocino



Ingredienti:
- 30 noci verdi con mallo.
- 1,5 lt. alcool a 95 C°.
- 500 gr. zucchero.
- 1 pezzetto di stecca cannella.
- 10 chicchi di caffè.
- 10 chiodi di garofano.
- scorza di un limone.

Tagliare le noci a pezzetti e metterle a macerare in un recipiente di vetro con la cannella, i chiodi di garofano, i chicchi di caffè, la scorza di limone, lo zucchero e l'alcol.
Chiudere ermeticamente il recipiente ed esporlo al sole per 40 giorni, scuotendolo di tanto in tanto e ritirandolo durante la notte.
Alla fine dei 40 giorno, filtrare accuratamente il prodotto, imbottigliare e lasciate riposare per 12 mesi prima di assaggiare.






A favourite nature spirit (uno spirito della natura preferito)

Le Ondine



Le Ondine, ed altri Spiriti dalla natura ugualmente sensibile e piuttosto instabile (umorale, appunto), popolano le Acque, da quelle più profonde ed oscure degli abissi marini dove possiamo incontrare anche le mitiche Sirene, a quelle più tranquille dei laghi; da quelle cristalline di sorgenti, cascate e ruscelli che scorrono fino al mare dove giocano Ninfe e Naiadi, a quelle sotterranee che filtrano attraverso la terra. 
Paracelso infatti le chiama anche Ninfe e, come tali, vivono in simbiosi con l’acqua dei fiumi, dei laghi, delle cascate e delle sorgenti.
La loro principale occupazione consiste nel captare ed indirizzare l’energia vitale nelle acque, rigenerandole e rivitalizzandole continuamente col loro incessante movimento, fornendo i presupposti per la generazione ed il mantenimento della vita su tutto il pianeta, visto che l’acqua è l’elemento principale che costituisce tutte le forme nelle quali la vita si manifesta.
L’esistenza delle Ondine è legata a quella del loro Elemento, se un fiume si prosciuga o si inquina oltremisura anche la Ninfa si estingue e perisce.
C’è una parte vastissima della mitologia dedicata a queste Figlie delle acque, spesso deificate ed universalmente conosciute, sono le Sirene, la Ninfa Eco che langue d’amore per il suo bel Narciso, le Naiadi e le Nereidi, le tante Melusine che attraversano come meteore le leggende popolari del Medioevo.
La Tradizione ce le descrive come esseri femminili di bellezza eterea, dotate di una chioma fluente, che ricercano la compagnia degli uomini. 
Nel’ antica Grecia erano chiamate Nereidi: Esiodo ne contava ben cinquanta ed Omero cita Apseude nel’ Odissea.
I popoli germanici le definirono col nome di “Ondine” e dissero che erano figlie del Dio del mare Aegie e di Ran, sua moglie e sorella. Erano comunque invariabilmente rappresentate come splendide fanciulle spesso del tutto nude, a cavallo di animali fantastici o tritoni.
Il loro compito era quello di preservare le navi dai naufragi e di salvare le vite in pericolo dei marinai. Tuttavia le Ondine, appartenendo al’ Elemento acqua nel senso più lato, non sono soltanto le eteriche abitatrici degli abissi marini ma, come già detto, anche dei fiumi, dei laghi, delle cascate e degli specchi d’acqua in genere. Essendo associate dalla tradizione esoterica al’ Ovest, il loro momento evocativo è l’autunno e più precisamente l’equinozio.
La cerimonia da apprestare è quella tipica dell’elemento in questione, e come al solito va rafforzata dal’orazione alle Ondine. Si tratta in questo caso di un singolare viaggio nelle profondità del proprio essere, dato che la connotazione tipica di questa esperienza magica è anzitutto l’esplorazione degli abissi dell’anima, con la conseguente liberazione dell’energia repressa.
La translucida forma delle Ondine le fa apparire, ai sensi umani allenati a questa visione, di una bellezza entusiasmante, viva e mobilissima. Grande è la loro capacità di assorbimento e di smaltimento delle energie circostanti di cui si nutrono e costituiscono. Un processo questo che esalta le doti di magnetismo, e che le rende udibili mentre, aumentando il ritmo frenetico del loro movimento, liberano un canto lamentoso e struggente.
I colori delle auree vanno dal bianco perla al rosa, fino al violetto chiaro, ma quando sono troppo numerose, le une accanto alle altre, non è facile distinguerne il preciso cromatismo. Anche l’alta velocità con cui si spostano non consente di metterle bene a fuoco, soprattutto allorché con voli d’uccello sfiorano le acque dei laghi, lasciandosi confondere con i comuni esseri naturali che popolano l’ambiente.
È possibile cercare le Ondine presso le sponde di un fiume o di un lago, preferibilmente in luoghi tranquilli ed isolati, oppure sul mare, particolarmente tra gli scogli e i dirupi. Le ore migliori sono quelle all’alba e del crepuscolo, volti verso l’ovest e, quanto alla meditazione, basterà seguire il moto dell’acqua associando a questo, pensieri in sintonia con l’elemento liquido.





A spell you’ve done (un incantesimo che hai fatto)

Uno dei miei tanti incantesimi è stato quello per trovare un  lavoro definitivo...







Your altar, if you have one!  (il tuo altare, se ne avete uno!)





Something that I think people who don’t know much about paganism/witchcraft should know.
(qualcosa che penso che la gente non sa e dovrebbe sapere sul paganesimo o stregoneria).

Prima di giudicare bisognerebbe sapere.




Something that inspires you (qualcosa che ti ispira)







Witchy tools: cauldron (strumenti da Strega: calderone)







A famous pagan/witch!  (un famoso pagano / strega!):

Phyllis Curott 






Flower of your choice, and its magical properties.  Fiore di vostra scelta, e le sue proprietà magiche.

Lavanda



DESCRIZIONE 
Arbusto legnoso, che va dai 15 ai 60 di altezza. Le foglie sono di color verde-grigio, strette e allungate. I fiori sono di colore azzurro, piccoli e disposti in un spiga terminale. Si trova nei terreni calcarei, asciutti e soleggiati del sud dell’Europa. E' coltivata in Europa e in America per la sua essenza. 

IMPIEGO 
Principalmente le sommità fiorite, ma anche le foglie. Le infiorescenze si raccolgono all’inizio della fioritura, in giugno-luglio, recidendole alla base. 
Le infiorescenze si fanno seccare, in mazzi, all’ombra; quando i fiori sono ben secchi, si separano facendo passare l’infiorescenza fra le mani. Si conservano in recipienti di vetro al riparo dalla luce. 
Fiore prezioso per profumare i nostri armadi, si raccoglie al primo sole del mattino e si fa essiccare velocemente. Ancora verde si fanno delle spighe con nastri multicolori. 
Mescolando lavanda, erba cedrina, maggiorana e rosmarino tutto seccato, di possono fare dei cuscini per conciliare il sonno. 
Facendo essiccare le spighe capovolte in un sacchetto di carta da pane si possono comporre dei bellissimi mazzi di fiori secchi per l’inverno, unendo eventualmente altre varieta’ di fiori. 

MAGIA 
La lavanda è ottima per incantesimi d'amore. La lavanda è stata a lungo conosciuta per il suo profumo, una forte attrattiva per gli uomini. I fiori possono essere sparsi attorno alla casa per portare pace, e possono essere bruciati come incenso per favorire il sonno. La lavanda è spesso usata anche per protezione, castità, longevità, felicità, amore, pace,purificazione e gioia. La si raccoglie nel momento della fioritura per farne mazzetti fitti, strettamente legati assieme sempre con un filo di lavanda, per metterli tra la biancheria. Si può utilizzare anche come incenso. 
Pare che abbia la virtù di restituire la parola a chi l’abbia persa in seguito ad un grave trauma. La tradizione popolare dice che se si mettono le spighe di lavanda nel corredo della sposa, la sua vita sarà felice e rilassata. Per aumentare l’energia di può confezionare un sacchetto di medicina con, in parti uguali, corteccia di agrifoglio e bacche, fiori di ginestra, lavanda e qualche grano di pepe nero. La lavanda può essere bruciata sul carboncino in qualsiasi momento come purificazione, viene usata nei rituali per ottenere felicità, amore e pace. 

MEDICINA 
Indicazioni: Stati di agitazione nervosa, ansia, insonnia, tachircadia, nevrosi cardiaca; affezioni delle vie respiratorie (asma e pertosse); affezioni delle vie uro-genitali (cistiti, leucorree); emicranie. Ha un potere battericida ed antinfiammatorio e per questo torna utile nelle affezioni infettive dell'apparato respiratorio, digerente (diarree infettive e coliti, enteriti, vermi intestinali e parassiti), urogenitale (perdite vaginali, cistiti, malattie veneree) della bocca (ascessi afte gengiviti) e della pelle (ferite, piaghe, scottature, foruncoli,eritemi, infezioni). Ottimo come deodorante personale e degli ambienti, ottimo per preparazioni cosmetiche per tutti i tipi di capelli e di pelle. 
Per uso esterno, soprattutto, i fiori di Lavanda purificano la pelle (sono perciò utilissimi per pelli grasse e acneiche), favoriscono la cicatrizzazione di piaghe e ferite, stimolano la circolazione superficiale in genere e in particolare migliorano la circolazione sanguigna del cuoio capelluto. Sempre per uso esterno la Lavanda è utile per purificare l'alito e la bocca mediante sciacqui e gargarismi. 
Per uso interno i fiori di Lavanda sono eminentemente sedativi e antispasmodici, calmano il mal di testa e i crampi intestinali, la nausea, il vomito e il singhiozzo. 
Alla Lavanda sono riconosciute anche le proprietà di sedare la tosse, favorire l'espettorazione, attenuare gli eccessi di asma. In forma di tisana, la Lavanda fluidifica la bile e aiuta il fegato. 
Le prestazioni della Lavanda per uso interno vanno usate con cautela: sono sconsigliate se è in atto un qualunque stato infiammatorio. 
Le infiorescenze e le foglie della lavanda sono molto ricche (1%-5%) di un olio essenziale volatile dalla composizione molto complessa, costituito da vari alcol terpenici e dai loro esteri. Il più importante di questi è il linalolo, l’essenza responsabile delle principali proprietà terapeutiche della lavanda: 
1)Sedativa e riequilibrante del sistema nervoso centrale e vegetativo: si raccomanda in casi di nervosismo, nevrastenia, nausea, tendenza alla lipotimia (svenimento), palpitazioni e, in generale, in tutti i casi di malattie psicosomatiche. 
2)Digestiva: esercita un’azione antispastica e carminativa (antiflatulenta) sul condotto digestivo, e inoltre ha un effetto aperitivo, facilitando la digestione. Poiché l’essenza di lavanda possiede anche proprietà antisettiche, dà attimi risultati in caso di coliti (infiammazioni dell’intestino crasso), specialmente in presenza di fermentazione putrida con decomposizione delle feci e gas molto maleodoranti. 
3)Antireumatica e antinfiammatoria: applicati esternamente, l’acqua, l’olio e l’essenza di lavanda sono molto efficaci per calmare i dolori reumatici, sia di origine articolare sia muscolare, come i dolori artrosici del collo o della schiena, l’artrite gottosa, il torcicollo, la lombaggine, la sciatica, ecc. Risultano inoltre molto efficaci in caso di lussazioni, distorsioni, contusioni e stiramenti muscolari (strappi e sovraffaticamento). 
4)Antisettica e cicatrizzante: l’infuso di lavanda si utilizza per lavare ulcere e ferite infette, poiché le aiuta a rimarginarsi rapidamente. L’olio di lavanda allevia il dolore nelle bruciature leggere (di primo grado) e disinfiamma le irritazioni dovute a punture di insetti. 
5)Rilassante e riposante: in seguito a lunghe camminate, dopo un intenso esercizio fisico o quando si avverte una grande stanchezza, un bagno caldo con acqua o essenza di lavanda aiuta a riattivare la circolazione e a eliminare la sensazione di affaticamento. L’effetto aumenta se al bagno si fa seguire anche una frizione da effettuare con un panno di lana imbevuto d’acqua, d’olio o di essenza di lavanda. 
6)Sedativa: il semplice atto di respirare l’aroma di lavanda esercita una piacevole ed efficace azione sul sistema nervoso centrale. Questa pianta è particolarmente indicata per i bambini iperattivi o che dormono male. In questo caso, risulta molto efficace mettere alcune gocce di essenza di lavanda sul cuscino del letto o su un fazzoletto posto vicino al viso del bambino. 
7)Balsamica: l’essenza viene assunta per inalazione o vapori, per accelerare la cura di laringiti, tracheiti, bronchiti, catarro bronchiale e raffreddori. 

RICETTE 
Uso interno: Per facilitare la digestione e in caso di infiammazioni intestinali. 

Infuso: Si prepara con 30-40 g di infiorescenze e foglie per 1 litro d'acqua. Bere 3 tazze al giorno, dolcificante con miele, dopo i pasti. 

Estratto fluido: Ingerire 30 gocce 3 volte al giorno. 

Essenza : La dose abituale è di 3-5 gocce 2 o 3 volte al giorno. 

Uso esterno: Per calmare dolori reumatici e infiammazioni. Azione rilassante per il sistema nervoso centrale. Balsamica per le infiammazioni all'apparato respiratorio. 

Essenza di lavanda: Perché faccia effetto, basta aspirarne poche gocce o sfregarle sulla pelle. 
Per lavare ulcere e ferite infette, poiché aiuta a rimarginarle. 

Lavaggi e impacchi: Si può utilizzare lo stesso infuso descritto per uso interno, oppure prepararne uno più concentrato. Lavare direttamente ulcere e ferite e quindi impregnare con l'infuso una pezza da appoggiare sulla zona malata per 15-30 minuti. 


Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 30° (a macero per 8 giorni). Applicare sulla pelle con un tamponcino di cotone. La tintura viene usata per frizioni sui capelli grassi. I fiori nell'acqua del bagno lo rendono balsamico e purificante. 

Salute: Il profumo della lavanda attira le api, che producono un ottimo miele aromatico, mentre non piace alle zanzare che ne vengono infastidite: è consigliabile dunque, nelle afose sere estive, frizionarsi con acqua di lavanda per rinfrescarsi e nello stesso tempo evitare fastidiose punture. L'infuso di fiori di lavanda (10 grammi di fiori posti per tre minuti in infusione in una tazza da 200 millilitri) allevia le emicranie originate da digestione lenta, ha inoltre azione rilassante e antisettica per cui giova in caso di laringiti, alitosi e flatulenze. 

Per infiammazioni muscolari. 
Fomenti caldi : Si preparano con infuso di lavanda o versando nell'acqua alcune gocce di essenza. Esporre al vapore il collo, le spalle e le ginocchia. 

Per reumatismi e infiammazioni, o come rilassante. 
Lozioni e frizioni: Si possono praticare con alcune gocce di essenza, con olio o con acqua di lavanda (vedere il metodo di preparazione alla pagina seguente. 

Olio di lavanda: Diluire 10 g di essenza in 100 g di olio d'oliva e applicarlo come lozione sulla zona dolorante. Si può preparare anche lasciando macerare 250 g di pianta secca per 2 settimane in 1 litro d'olio e filtrando il tutto. 

Acqua di lavanda: Versare 30 g di essenza in 1 litro di alcool a 90°. Dopo aver lasciato riposare la miscela per 24 ore, colarla attraverso un filtro di carta e conservarla in vasi ben chiusi. Se risulta troppo concentrata, è possibile diluirla con acqua. 
Si può preparare anche lasciando macerare 250 g di infiorescenze secche in 1 litro d'alcol per 2 settimane. Trascorso questo tempo,colare il liquido attraverso un filtro di carta e conservarlo in recipienti ben chiusi. 
Può essere utilizzata come antireumatico, antinfiammatorio e rilassante, applicandola esternamente con bagni e frizioni. 

. Fonte: celticworld




Rune of your choice (runa a vostra scelta).




Gratitudine e generosità...

Speranza, successo, determinazione.

 Descrizione:
Presieduta da Freyr (Re Sacerdote) o Freya (nel loro ruolo di fecondità e fertilità) denota ricchezza, prosperità, felicità, che implicano una modalità di agire oneste e retta.
Attraverso una condotta guidata dalla generosità e dallo spirito umanitario, possiamo aprirci alla vita e lasciar fluire la sua energia dentro di noi, ottenendo tutti i benefici che ci meritiamo.
Quando estraiamo questa runa, significa che stiamo seguendo la giusta direzione, che stiamo effettuando scelte corrette che ci porteranno sicuramente a realizzare noi stessi.
Ora ci sentiamo in grado di condividere liberamente ciò che possediamo, poiché abbiamo acquisito la capacità di percepire qual' è il giusto equilibrio tra dare e l' avere.
Fortuna improvvisa, successi in amore, negli affari e nel lavoro.

• Parole chiave:
Fortuna meritata, stabilità finanziaria, condivisione, successo in amore, benessere.

Il post non è finito...





Faerie of your choice (piccolo popolo di vostra scelta).




Il grido della Banshee annuncia l’aprirsi della porta
tra il mondo della vita e quello della morte.
Con l’aspetto di una donna spettrale e talvolta bellissima,
la Banshee è una messaggera che viaggia dall’Altro Regno
a questo mondo nel momento della morte.
Viene di notte e la si può sentire mentre urla e singhiozza vicino a una casa,
alla finestra di una camera da letto o negli ospedali quando la morte si avvicina.
D’un’attenzione particolare per le famiglie con una “O” o un “Mac” nel cognome,
le Banshee donano una strana aria di aristocrazia ad alcuni clan irlandesi.

Nel folklore celtico la Banshee era l’essere che seguiva i cortei funebri, e la leggenda racconta che queste entità indicassero la futura morte di uno dei partecipanti al corteo funebre. Secondo questa tradizione, più il numero delle banshee era maggiore, e più il defunto era particolarmente importante o perfino “santo”. Pare che questi esseri fossero anche scortati da una carrozza nera trainata da cavalli anch’essi neri, ma senza testa.
Si narra inoltre che le Banshee si aggirino durante la notte nei pressi delle abitazioni dov’è presente un moribondo, e che strizzino i sudari di colui che è destinato a morire. La si può sentire o anche vedere nelle vicinanze di una casa mentre piange e singhiozza solitaria, spesso “per tutta la notte e per le tre notti successive“.
Sebbene le Banshee siano descritte belle da qualcuno ed orribili da altri, tutti convengono che ci sia qualcosa di terrificante nel guardarle. Essa può apparire come una splendida ragazza, come una donna matura o come una vecchina minuta (cioè nei tre aspetti della Dea), e può essere vestita di bianco o di rosso, con lunghissimi e bellissimi capelli (bianchi, castani, rossi o dorati) che ama pettinare con un pettine d’oro o d’argento.La Banshee è una creatura leggendaria dei miti irlandesi. Fa parte del Piccolo Popolo, ed è uno spirito che spesso viene classificato tra quelli maligni, anche se in alcune leggende viene descritto semplicemente come uno spirito femminile che si aggira attorno a paludi e fiumi, nelle sorgenti o sulle colline d’Irlanda.
Il termine banshee deriva infatti da Bean, ovvero Beansì(d) che significherebbe “donna delle colline”, “donna del Sidhe” oppure “donna del colle delle fate”. In alcune zone d’Irlanda viene chiamata “ban caointe” (la piangente), oppure “badhbh caointe” (Badb che piange), in chiaro collegamento con la Dea Corvo Badb.
Si dice che quando muore un membro di una qualche famiglia importante, la Banshee che protegge la famiglia pianga e si disperi, rilasciando il suo terribile grido di dolore per le valli irlandesi. A volte però, le grida sono di vittoria, quando quella che ha subìto la perdita è una famiglia nemica.
La Banshee controlla i componenti della “sua” famiglia anche quando essi emigrano: alcune famiglie dicono di averla sentita urlare di notte, annunciando la morte di un parente emigrato in America o in Australia. Spesso, infatti, tra le famiglie irlandesi la morte è annunciata dal grido disumano della Banshee. Persino i più scettici tra gli Irlandesi sono inclini a credere all’esistenza delle Banshee, piuttosto che a quella di altri esseri soprannaturali.
I suoi urli sono noti con il termine di “keening” (dal gaelico Caoineadh = lamento), ed il sentirli è segno di nobiltà, perché la Banshee avverte soltanto i componenti delle più nobili famiglie che possono vantare il più antico lignaggio celtico. La tradizione narra infatti che inizialmente le Banshee potevano piangere solo per le cinque principali famiglie irlandesi: gli O’Neills, gli O’Briens, gli O’Connors, gli O’Gradys ed i Kavanaghs, ma ovviamente i matrimoni con altre famiglie hanno portato ad ampliare
notevolmente questa lista esclusiva.
Essa può legarsi ad una o più persone, che saranno sotto la sua protezione fino alla morte. Quando la persona protetta dalla Banshee muore, come sopraccennato, ella piange, pertanto la Banshee non urla per crudeltà, ma per pura disperazione: la Banshee è così affezionata alla persona che protegge, che la notte prima della morte di quest’ultima, ne percepisce il triste destino ed incomincia a piangere emettendo un lamento lugubre, che si ripete tre volte o può durare tutta la notte.
Le Banshee non si mostrano mai agli esseri umani, con l’eccezione di coloro che sono prossimi alla morte e a cui giunge tale presagio, ed è probabilmente questa la ragione per cui, dopo l’VIII secolo, vennero classificate tra gli esseri malvagi.
Nella tradizione fantasy moderna, dove gli elementi caratteristici delle mitologie antiche e delle tradizioni folkloristiche subiscono mutazioni ad opera del passaggio del tempo e delle contaminazioni fra opere letterarie (o di qualsiasi altro tipo) diverse, la Banshee viene spesso rappresentata come uno spirito urlante, non necessariamente malvagio, il cui grido ha la capacità di uccidere all’istante.
Talvolta è associata alla razza degli Elfi o similari, ed ha un corrispondente maschile, nel meno comune Far Shee (in irlandese Fear Sidhe).La Banshee più famosa si chiamava Aibhill, e proteggeva la famiglia O’Brian. Stando alla leggenda, nel 1014 Brian O’Brian si lanciò nella battaglia di Clontarf pur sapendo di andare incontro a morte certa, dal momento che la notte precedente Aibhill gli era apparsa mentre lavava la biancheria dei soldati, finché l’acqua non si tinse completamente del colore vermiglio del sangue.
Questo è anche il triste racconto di Lile McGinley, soprannominata l’infelice. La nobile ed allora centenaria signora viveva con la servitù nel suo immenso castello, senza più alcun parente a Leitrim. Tutti l’avevano abbandonata, considerandola una povera pazza, ma Lile celava dentro di sé qualcosa che, durante quegli anni, l’aveva tormentata e per questo, fatta impazzire.Quando era ancora giovane e bella, Lile, come ogni ragazza del mondo, s’innamorò di un uomo buono e generoso, Brian O’Brian. Quell’amore, purtroppo, era ostacolato dai cattivi rapporti esistenti tra le loro nobili famiglie, per via di motivi politici, che poco interessano ai veri innamorati di qualsiasi epoca e nazione.
Il padre di Lile era, infatti, un ricco protestante, da sempre contrario all’indipendenza dell’Irlanda, leale verso la Corona Inglese; mentre la famiglia O’Brian, cattolica e di antiche origini, si schierava dalla parte dei repubblicani, desiderosi di unire tutte le contee d’Irlanda. Lile e Brian volevano soltanto vivere apertamente quel dolce sentimento che li rendeva così simili, anche se culturalmente diversi.
Dopo essere trascorsi moltissimi anni dalla morte del suo amato, Lile era ancora considerata una pazza, la gente aspettava di vederla scomparire per sempre, perché così si sarebbe chiusa la storia di una famiglia che, secondo gli abitanti della contea, aveva portato soltanto grande sfortuna.
In Irlanda, però, i miti sono legati alle Fate e agli Spiriti della Natura, ed anche la storia di Lile e Brian era collegata ad una leggenda triste e spaventosa, quella di Aibhill, appunto.
Circa mille anni fa, quella regione dell’Isola di Smeraldo era abitata dal Piccolo Popolo che fu assalito ed occupato dai Celti; i superstiti continuarono a vivere nascosti nei boschi, man mano divennero sempre più piccoli, si adattarono all’ambiente e lì fecero la conoscenza delle Fate, che donarono loro tutto il sapere e il potere degli Elfi, aiutandoli contro gli odiati invasori Celti. Secondo alcune leggende, gli esseri fatati rapivano i figli neonati dei Celti per vendicare il Piccolo Popolo.
La figlia del capo del Piccolo Popolo era Aibhill, il cui destino fu molto simile a quello della povera Lile, infatti, anche il cuore della fanciulla si consumò d’amore per quello di un giovane cavaliere. Purtroppo quel giovane era un Celto e la ragazza non avrebbe mai potuto amare liberamente colui che suo padre odiava immensamente.Per qualche tempo Aibhill riuscì a proteggere quel sentimento, incontrava l’amato nei boschi e nelle paludi, poi, un giorno, forse a causa di qualche Fata crudele, il loro segreto fu svelato e il padre di Aibhill decise di punire la figlia per quell’oltraggio. La fanciulla fu rinchiusa in una gabbia di cristallo, e a niente valsero le sue grida e le suppliche pietose, perché davanti ai suoi occhi il giovane celto fu giustiziato atrocemente.
Da quel giorno Aibhill sembrò impazzita, la notte piangeva ed urlava disperatamente, i suoi lamenti furono così acuti che riuscirono a rompere la fragile prigione e le permisero di fuggire via. Non fu mai più ritrovata, forse, intontita dal dolore, vagò nei boschi e nelle valli fino a che morte naturale non la sorprese.
Nelle notti di luna piena, alcuni irlandesi confessano di aver sentito il pianto di Aibhill che echeggia nella valle, e chiunque riesca ad udire la sua voce ne rimane terrorizzato, poiché nelle sue urla è racchiuso tutto il dolore del mondo.
La fanciulla divenne, infatti, simbolo di sfortuna e di malaugurio e fu denominata una Banshee, una specie di fata solitaria, uno spirito femminile che si aggira attorno ai fiumi e alle sorgenti d’Irlanda, il cui aspetto è spaventoso, con gli occhi rossi e gonfi per il pianto che versa sulle tombe di tutti coloro che in vita hanno sofferto per amore. Essa è quindi uno spirito maligno, che non si mostra mai agli uomini, con l’eccezione di coloro che sono prossimi alla morte e a cui giunge tale presagio.
Il gemito di una Banshee trapassa la notte, è una nota che sorge e precipita come le onde del mare, appare su per le colline scure, la sua figura bianca e luminosa si contrappone bruscamente contro le tenebre, i capelli grigio argento fluttuano e s’intrecciano, il mantello bianco, tessuto di ragnatela, si avvinghia stretto al suo corpo.
Si racconta che ogni Banshee, prima di divenire orrenda, fosse una bella donna che faceva innamorare i cavalieri, il dolore e lo strazio, però, sono in grado di trasformare ogni lineamento, tanto da cancellare la bellezza di un tempo, il viso diventa pallido, gli occhi di sangue e con tali sembianze, la Banshee compare nel buio e terrorizza chiunque, tanto da essere definita la Signora della Morte.
Forse adesso capirete perché la povera Lile venne allontanata da tutti a Leitrim, Brian morì tra le sue braccia, lui, che credeva nella pace e nell’unione del popolo irlandese; in una di quelle rivolte sanguinose, la vita del giovane fu spezzata, proprio per mano del padre di Lile.
La dolce e bella irlandese non fu più la stessa, si rinchiuse in casa, iniziò ad imbruttirsi, divenne spaventosa nello sguardo e nel fisico, inguardabile e per questo abbandonata da tutti, nascosta, più per vergogna, nelle sue stanze, dove trascorse tutta la vita. Quanto sarebbe stato meglio morire d’improvviso, ma neanche questo le concesse la natura…
Dalla sua finestra Lile vide gli anni passare, guardò da spettatrice impassibile ogni rivolta civile, il sangue di altri uomini versato, il pianto di altre donne chine sui corpi dei mariti, dei padri e dei fratelli morti; la mente svuotata della vecchia signora non rammentava neanche più il colore della bandiera irlandese, il tricolore arancione, bianco e verde, il cui significato era quello di pace duratura tra i Protestanti e i Cattolici d’Irlanda, stretti in una generosa ed eroica fratellanza, ciò per cui aveva combattuto e perso la vita il suo amato Brian.
Cosa fosse cambiato nella storia del suo popolo e se la morte del suo Brian avesse mai avuto un senso, questo Lile non l’avrebbe saputo mai, e di certo, ancora oggi, il suono acuto del suo pianto, carico di disperazione, ed il tormento di tutta la sua vita, echeggiano nelle valli dell’Isola di Smeraldo, come i lamenti spaventosi della Banshee Aibhill. Alla sua morte, anche la vecchia Lile divenne parte della leggenda d’Irlanda.
Si dice che chi visiti l’Irlanda non riesca più a dimenticarla, questo è probabilmente uno di quei casi: le atmosfere sono surreali e mitiche, piene di sfumature delicate e magiche, là, forse, con il calare dell’oscurità nella valle, qualche Fatina solitaria svolazza dispettosa, burlandosi della scarsa fantasia degli esseri umani e punendoli per la loro spietatezza, che, il più delle volte, si sostituisce all’ingenuità e alla purezza d’animo infantile.

. Fonte:
giardino delle fate.




A favourite Pagan / Witchy movie (un film preferito Pagano / Strega).

Amori e incantesimi!...






Witchy tools: wand (strumenti da Strega: bacchetta).


Ovvero, si ho un pezzo di legno che sarebbe dovuto diventare la mia Bacchetta, ma è ancora li in fase di progettazione.




Buongiorno e benvenuti al 1° appuntamento del #Weekly_Life.

Le tre cose migliori sono state:
- Ho passato un Sabato molto bello e rilassante.
- Martedì sono andata a trovare una mia cara amica, che non vedevo da tempo, ed è stato molto bello a parlare dei vecchi ricordi!.
- Ho ricevuto una proposta di lavoro e adesso aspettiamo la conferma.


Le tre cose peggiori:
- Ho avuto un mal di testa terribile tutta la Domenica, insopportabile.
- Un mio amico non sta tanto bene, speriamo che si riprenda presto.
- Posso dire che sono stufa?.

(Settimana da: Domenica 11/05/14 a Domenica 18/05/14).

Questa rubrica è stata ideata da Reina e da Rowan. 

Post n. 20 | pubblicato il 19/05/14 | modificato il 04/04/16 - x2





Water element  (Elemento Acqua).